Come scegliere una buona scuola danza: le quattro condizioni ideali

di Antonella De Blasiis · 17 Ottobre 2018

In ogni città ormai ci sono tantissime scuole danza, ma come essere certi di scegliere quella giusta? Mi permetto di dare dei suggerimenti dettati dall’esperienza di tanti anni.

Ampi spazi. Le migliori strutture sono quelle che hanno una superficie adeguata ai vari corsi, sconsiglio vivamente quelle scuole che si trovano in ambienti piccoli e angusti. Inevitabile è il pavimento in legno, adatto allo svolgimento dell’arte tersicorea, che permette ai danzatori di svolgere le loro performance in maniera ottimale evitando traumi e infortuni; specchi e sbarre a sufficienza; un buon impianto per la musica; un impianto di aerazione e di riscaldamento. Anche i “servizi” quali spogliatoi e bagni devono essere adeguati. Hanno la loro influenza positiva anche la segreteria e la sala d’attesa per i genitori che attendono i propri figli; il tutto pulito, ordinato e accogliente.

Professionalità. E’ uno dei punti più importanti perché la preparazione di un insegnate è alla base di un’ottima scuola; la preparazione di un docente deve essere costante e fatta di continui aggiornamenti per offrire un lavoro migliore ai ragazzi, cosa che purtroppo non tutti sono disposti a fare, perché pensano di essere già abbastanza qualificati.

Serietà. Rispetto degli impegni presi nei confronti degli allievi per tutto l’anno accademico, rispetto degli orari, della persona, della privacy oltre ad una continua collaborazione e comprensione per la risoluzione di eventuali problematiche.

Divertimento. Anche l’aspetto ludico è fondamentale, perché uno degli scopi principali della danza, del ballo in genere è la socializzazione, l’unione, lo stare insieme. Durante l’anno, in occasione delle varie festività, è fondamentale organizzare feste e giornate ricreative per vivere dei momenti di serenità e spensieratezza e riunire così tutta la scuola.

Ovviamente, oltre a queste condizioni ideali, ce ne sono altre ugualmente importanti, quali, ad esempio, la possibilità di far crescere gli allievi facendoli partecipare a concorsi, rassegne, stages e seminari esterni alla scuola, dare la possibilità ai genitori di assistere a una o più lezioni, per permettere di osservare, in prima persona, la preparazione a 360° dell’insegnante.

Antonella De Blasiis

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