Immagini intrusive: gli ossessivi mentali vedono cose che non esistono

di Dott.ssa Rachele Falcone · 9 Giugno 2019

Un’immagine intrusiva è un “disegno” nella mente di una persona ossessiva, che ne determina il terrore e insinua il dubbio che per causa sua possa accadere qualcosa di terribile; si tratta di tarli invalidanti che perseguitano il soggetto facendogli immaginare ad esempio ch’egli possa uccidere qualcuno a lui caro, appiccare volutamente un incendio, violentare una donna, oppure la mamma che teme di uccidere i suoi figli in preda ad un raptus.

Il soggetto che soffre di ossessioni mentali è una persona molto intelligente e abituata a supervisionare su tutto, ma che ad un certo punto perde il controllo dei propri pensieri entrando in uno stato di ansia continua. Nel tentativo di controllare i comportamenti e i pensieri inconsci, l’ossessivo mentale mette in atto delle soluzioni per arginare il meccanismo disfunzionale nel quale è entrato: una tentata soluzione è allora l’evitamento come prevenzione. Per esempio, una donna convinta che da un momento all’altro potrebbe uccidere il figlio inizierà a stargli lontano, a evitare di rimanere da sola nella stessa stanza con il bambino e a nascondere tutte le potenziali armi presenti in casa (coltelli, forbici, ecc.).

La Terapia Breve Strategica può aiutare i soggetti con problemi di questo tipo, perché tramite stratagemmi riesce a far affrontare ad essi le proprie paure sviscerandone in maniera indiretta l’assurdità.

Come esempio pratico di un caso di immagini intrusive invalidanti, oggi voglio raccontarvi di una donna diventata nonna da tre mesi, che venne nel mio studio dicendomi di essere ossessionata, perseguitata e terrorizzata dal pensiero di poter fare del male alla nipotina della quale doveva occuparsi in assenza della mamma. La signora mi disse di non riuscire a restare sola con la neonata perché continuava a vedere davanti a sé la raccapricciante scena in cui la sbatteva violentemente a terra, restando attonita e immobile ad osservare la piccola sul pavimento che intanto si riempiva del sangue uscito dalla piccolissima testa. Per quanto lei ripugnasse queste immagini, non riusciva a scacciarle; quindi, aveva iniziato a pensare che l’evento potesse realmente succedere, a sentirsi in colpa e trovare scuse per non occuparsi della piccola. Più la signora tentava di non pensare, più pensava e vedeva nella sua fantasia ciò che la spaventava; in pratica, lei cercava di scacciare le immagini dalla porta e queste rientravano dalla finestra più potenti che mai.

In questi casi, la tecnica adeguata (che va comunque adattata caso per caso alle caratteristiche specifiche del problema) consiste nel far ricercare volontariamente alla persona, con una cadenza temporale concordata in terapia, proprio quelle immagini che più la spaventano e che allontana. Paradossalmente, quando la persona va a riprendere miratamente immagini, pensieri o parole che solitamente la scioccano si rende conto in maniera chiara ed evidente di quanto queste siano in realtà assurde, ne coglie il paradosso e smette da sola di pensarci e riproporle.

Nell’arco di poche sedute la signora ha ripreso ad occuparsi della nipotina, senza più timori, ovviamente con la tranquillità e la dolcezza che solo una nonna sa avere.

 

Per qualsiasi ulteriore chiarimento e informazione potete contattarmi al 3466889000.

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Dott.ssa Rachele Falcone Psicologa e Psicoterapeuta
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