L’abito non fa il monaco

di Nicola Montuori · 10 Ottobre 2018

Nella seconda metà degli anni Sessanta e per tutti i Settanta, una delle frasi più ricorrenti in quegli anni di rivoluzione culturale e non solo, era proprio l’abito non fa il monaco. Della serie potevi andar vestito anche come uno straccione, ma se aprivi bocca, allora si che si poteva (o doveva) vedere di che pasta eri. O al contrario potevi metterti pure in ghingheri ma se il tuo livello culturale e sociale non erano paritari, ci scappava la frase l’abito non fa il monaco.

Son passati secoli da allora, ma soprattutto di mezzo ci sono stati gli anni Ottanta (principalmente) e i Novanta, dove il rampantismo galoppante imponeva un abbigliamento da status elevato.

Questa ampia premessa per arrivare al nocciolo della questione, quello cioè che riguarda l’abbigliamento adatto agli imprenditori, e chi ha letto il primo articolo sa che in questa categoria ci rientrano tutte le persone che hanno un’attività commerciale e i professionisti. Questo perché, purtroppo, vedo ancora decine e decine di imprenditori che non hanno ancora capito quanto sia importante il modo in cui si vestono.

 

Se ti dicessi che ho visto proprietari di ristoranti servire ai tavoli con i pantaloni corti mi credi? Se ti dicessi che ho visto proprietari/e di negozi di abbigliamento proporsi con abiti (e aspetto) trasandati mi credi?

Purtroppo in giro c’è anche questo, figli magari di qualche scoria degli anni 70: non funziona più così! Oggi il cliente decide se e quando venire da te e ogni piccolo aspetto incide nel suo inconscio, matura fino a diventare un aspetto fondamentale e cosciente delle proprie preferenze e ti preferisce o ti elimina dal suo repertorio.

Il proprietario di un ristorante deve a tutti i costi avere un abbigliamento adeguato, ordinato e direi anche profumato, proprio lì dove aspetti quali l’ordine e la pulizia sono fondamentali. Chi ha un negozio di abbigliamento deve assolutamente indossare gli abiti che propone, magari tra i più belli ed esclusivi e suscitare l’interesse dei clienti.

L’abbigliamento per ognuno di noi è un ingrediente fondamentale alla “credibilità” del proprio ruolo e attività.

Se vai da un meccanico te lo aspetti in giacca e cravatta o con la tuta da lavoro? Esatto con la tuta, magari non piena di olio e con il tessuto consumato. Ci sono imprenditori del settore che ci tengono tantissimo agli abiti da lavoro per sé e per i propri collaboratori, e se capita che si sporca se lo va a cambiare, perché sanno che di lì a poco passerà un cliente e non è indicato, neanche per lui, accoglierlo così.

Se vai da un medico specialista, te lo aspetti in jeans e maglietta o con il camice bianco?

Ecco quanto diventa importante per ognuno di noi avere l’abbigliamento adatto al ruolo che svolgiamo, anche per una questione di coerenza e credibilità!

A proposito, in quel ristorante dal titolare che serve in pantaloncini corti non ci sono mai più andato…

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Nicola Montuori

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