L’amante dietro lo schermo

di Dott.ssa Rachele Falcone · 28 Novembre 2019

Quando si parla di infedeltà all’interno della coppia, bisogna distinguere il tradimento “classico” (del quale vi ho già parlato qualche articolo fa) dal tradimento “virtuale”.

Il tradimento online, con l’avvento massiccio della tecnologia che permette di intrecciare rapporti più o meno intimi, può minare la stabilità delle coppie con relazioni virtuali che nascono via e-mail, sms, WhatsApp, Facebook, Messenger ecc. Il fatto di potersi descrivere fisicamente o in termini di status sociale anche diversamente da come realmente si è, rende le persone più sicure di sé e propense a confidarsi rispetto a quanto non si faccia dal vivo. L’altra persona appare perfetta sia come amante che come possibile compagna di vita, quindi inevitabilmente si contrappone al partner reale con i suoi difetti.

Le motivazioni per le quali s’intraprende una relazione online sono diverse per l’uomo e per la donna, ma in generale si vuol colmare il senso di vuoto di una vita di coppia monotona o priva di complicità col partner. Ad esempio, per le donne la crisi nasce dall’insoddisfazione profonda e dalla sensazione di non essere capite né considerate dal proprio uomo, tanto nel quotidiano quanto nell’intimità. Di solito dall’altra parte si trova qualcuno che, almeno a parole, riesce a colmare queste mancanze a prescindere dalla sincerità di ciò che dice. Ad essere “trafitte” dalla freccia del tradimento virtuale sono coppie apparentemente stabili e con una buona posizione ed affermazione nella società; il più delle volte la nuova relazione si ferma ad un livello puramente platonico, per cui non la si avverte come un tradimento grave ma come qualcosa di molto più gestibile e perdonabile. Infatti spesso ci si scambia solo parole di comprensione, consigli e battute maliziose, ma se l’obiettivo è un’avventura sessuale esterna alla coppia si potrebbe anche arrivare ad intrecciare una vera e propria relazione parallela. L’intervento dello psicoterapeuta è quello di risvegliare all’interno della coppia emozioni, sensazioni e sentimenti spesso assopiti sotto la cappa della quotidianità, ripristinando la giusta complicità indispensabile in amore; ovviamente, ciò è possibile solo qualora vi sia il desiderio condiviso da entrambi i partner di recuperare il rapporto.

Il caso che vi voglio raccontare è quello di due coniugi che vennero da me per una terapia di coppia, dato che la moglie da alcuni mesi sembrava completamente assente sia come madre che come compagna. Nell’incontro conoscitivo io percepii subito qualcosa di strano, pertanto decisi di fare una seduta con il marito e la moglie separatamente, di modo che potessero parlare tranquillamente senza freni o reticenze per la presenza dell’altro che ascoltava. Quando la donna fu da sola con me, mi disse di essere molto combattuta tra salvare il proprio matrimonio o chiedere il divorzio, perché da quattro mesi aveva intrapreso una relazione extra-coniugale e platonica con un uomo conosciuto su Facebook e col quale comunicava tramite chat tutto il giorno e qualche telefonata furtiva. I due “amanti” non si erano mai incontrati di persona, eppure la signora mi confessò di essere fortemente attratta da quest’altro uomo che la faceva sentire amata, desiderata, protetta e felice come ormai suo marito sembrava non essere più in grado di fare da tempo. La ritrovata serenità aveva messo in crisi la mia paziente facendola sentire in colpa, perché in passato aveva scelto di essere una moglie e una madre ma adesso avvertiva il desiderio di diventare una donna libera, per vivere quella che lei stessa definiva una pazzia. Io chiesi alla signora se anche dall’altra parte ci fosse il desiderio di incontrarsi per costruire qualcosa di reale, ma a questa domanda lei non seppe rispondere con chiarezza perché i segnali dell’altro erano abbastanza contraddittori tra loro. Così, io dissi alla donna che se lei sentiva di provare del vero amore allora avrebbe dovuto viverlo appieno, spingendo anche il suo amante in questa direzione.

La mia paziente non immaginava che nelle relazioni virtuali la tecnologia permette di amplificare i pregi di ciascuno azzerandone i difetti, ma soprattutto di omettere dettagli se non addirittura nascondere completamente alcune verità della vita privata al di fuori di internet. A questo proposito, quando in terapia le dissi che avrebbe dovuto dichiararsi apertamente a quell’uomo chiedendogli di vedersi e uscire allo scoperto, lei tornò nella seduta successiva totalmente sconvolta: il suo amante non le aveva mai detto di essere sposato e, cosa più importante, che non fosse intenzionato a lasciare sua moglie. È inutile sottolineare che, per affrontare queste novità emerse, fu necessario lavorare sulla donna e sul suo trauma da amore illusorio.

 

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Dott.ssa Rachele Falcone Psicologa e Psicoterapeuta
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