Lavoro stagionale: attenzione ai risvolti fiscali

di dr. Andrea Mancini · 10 Settembre 2019

Alcuni periodi dell’anno rappresentano per molti ragazzi un’occasione per fare esperienze di lavoro, in particolare nel settore turistico. Tra i primi interessati a questo tipo di lavoro vi sono certamente gli studenti che vogliono approfittare del momento di pausa dallo studio. I profili più ricercati per un lavoro estivo sono cuochi, aiuto cuochi, pizzaioli, aiuto pizzaioli, personale di sala, baristi, bagnini, animatori, commessi, ecc.
Si tratta normalmente di lavori stagionali, ovvero di occupazioni che richiedono un impegno limitato nel tempo, con contratti di tipo differente: dal tempo determinato alle varie tipologie di collaborazioni occasionali.
Dal punto di vista fiscale bisogna prestare particolare attenzione ai giovani ancora fiscalmente a carico dei genitori. Infatti svolgendo un lavoro stagionale, ancorché di breve periodo, potrebbero superare il reddito massimo per essere fiscalmente a carico dei genitori e questi ultimi, di conseguenza, perdere il diritto a usufruire della relativa detrazione fiscale.
La perdita delle detrazioni avviene quando il reddito del figlio, considerato nell’anno solare (dal 1° gennaio al 31 dicembre), supera determinate soglie che per il 2019 sono le seguenti:
– figli con età fino a 24 anni: reddito annuo lordo superiore a € 4.000,00
– figli con età oltre i 24 anni: reddito annuo lordo superiore a € 2.840,51
Pertanto, ogni anno, va verificato il reddito annuo lordo del figlio, altrimenti i genitori rischiano di dover restituire le detrazioni non spettanti e di pagare la sanzioni per averne indebitamente usufruito.
Il reddito annuo lordo si evince dalla Certificazione Unica (CU) che viene consegnata al lavoratore entro il 31 marzo dell’anno successivo al rapporto di lavoro. In caso si abbiano più datori di lavoro nel corso dell’anno ci sarà una CU per ognuno di essi. Nel caso di cessazione del rapporto di lavoro è possibile richiedere in anticipo la CU e il datore di lavoro dovrà consegnarla entro 12 giorni dalla richiesta.
Il superamento delle suddette soglie e la conseguente perdita del diritto alla detrazione per il figlio a carico deve essere comunicata:
– in caso di genitore lavoratore dipendente, al proprio datore di lavoro del genitore, che potrà effettuare il recupero delle detrazioni nella busta paga del conguaglio (dicembre oppure nel mese del licenziamento in caso di interruzione del rapporto di lavoro), oppure
– al commercialista che elaborerà la propria dichiarazione dei redditi l’anno successivo.
Si consiglia inoltre a chi ha svolto lavori di breve periodo di far verificare sempre al proprio commercialista, prima della scadenza di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, se la tassazione complessiva subita in busta paga è corretta. Infatti in questi casi capita spesso che ci possa essere una eccedenza di tassazione da chiedere a rimborso o un conguaglio di imposte a debito da versare all’erario.

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