Perle

di Michele Martino · 13 Giugno 2019

Ogni donna dovrebbe avere nel proprio portagioie un filo di perle.
E non è affatto vero che le perle portano lacrime, questa affermazione non ha motivo più di essere diffusa. La pesca dei molluschi perliferi veniva effettuata con vari sistemi: il più diffuso era quello dei giovani tuffatori che scendevano a profondità da sei fino a cinquanta metri. Essi si immergevano con una pietra legata al piede, pinza per chiudere le narici e un cestello; lavoro durissimo che a volte portava, purtroppo, alla morte. Da qui la credenza, divulgata dalle mamme dei giovani tuffatori, che regalare perle porti sfortuna. Tutto ciò appartiene al passato, si consideri che dagli inizi del novecento esistono le coltivazione delle perle e così nessuno rischia più la vita.Per cui le donne hanno sempre amato adornarsi e dagli anni ’20 la domanda di mercato era sempre in crescita. Le perle naturali non erano più reperibili mentre aumentava la diffusione delle perle coltivate.
Prima di spiegare la differenza tra le naturali e le coltivate pensiamo alla fantasia che alimentava i nostri predecessori. Già l’uomo preistorico trovò sferette tra la polpa di mitili ma intuire la formazione della perla era difficile. La credenza più diffusa era quella secondo cui l’ostrica saliva in superficie, apriva le sue valve e “beveva” una goccia di rugiada. Un’altra teoria vedeva le perle come uova di ostriche indurite. Nel 1700 si cominciò a capire che la formazione era dovuta all’intrusione di un corpo solido all’interno di un’ostrica e se ne ebbe certezza nel secolo scorso con studi approfonditi. All’interno dell’ostrica entra un corpo estraneo che può essere anche un granello di sabbia intorno al quale per una naturale difesa, si avvolgono strati di aragonite. Nella coltivazione è l’uomo che inserisce il nucleo e poi l’ostrica completerà in modo naturale la formazione della perla.
Le tre categorie di perle d’acqua salata sono le Akoya, le perle di Tahiti e le costosissime e rare perle South Sea.Il colore varia dal bianco a sfumature spesso rosa, dal bruno al nero e ciò dipende dall’acqua e dal tipo di mollusco. Sia le perle d’acqua dolce che di acqua marina vengono coltivate in Giappone e in Cina. Le perle australiane hanno un diametro elevato e sono tra le più prestigiose. Le forme variano dalle sferiche, barocche, pasticche alle losanghe, tronchetti e cipolline. Importantissima è la specifica degli anni di coltivazione, essa è determinante per il valore della stessa, va detto che un diametro maggiore non è da considerasi quale parametro di più anni di coltivazione perché vi si è potuto inserire un nucleo già di dimensioni elevate che dopo pochi mesi di coltivazione è già immessa nel mercato commerciale.
La perla è sempre stata la gemma per eccellenza, la storia cita che…
Giulio Cesare era solito regalare alle sue concubine gioielli con perle; Marco Polo descrisse un re dell’ India che teneva per sé tutte le perle del territorio e si ornava copiosamente le braccia e le caviglie. Cristoforo Colombo scambiò stoviglie, bottoni e aghi per chili di perle e il re azteco Montezuma aveva sandali, mantelli e addirittura pareti dei suoi palazzi tempestati; la regina Elisabetta che non appare in un suo ritratto senza essere ricoperta di fili e fili di perle; Ma l’avvenimento più bizzarro riguarda Cleopatra. In un banchetto da lei organizzato, Cleopatra scommise che avrebbe offerto al suo amante Marco Antonio il banchetto più costoso di tutti i tempi e così quando lui rise affermando di aver vinto, lei prese uno dei suoi orecchini costituite da due bellissime perle lo immerse in un calice di aceto dove si sciolse e lo bevve. Subito dopo offrì il secondo orecchino all’amante che accettò la sconfitta…. senza bere il prezioso digestivo. Ed è fin dagli antichi Egiziani, Sumeri e Greci che si sfrutta il potere terapeutico delle perle. Indossandole si combatte lo stress, si allentano le tensioni e gli stati ansiosi.
Nelle nostre gioiellerie presentiamo fili di perle e perle adornano gioielli realizzati da marchi quali Damiani, Salvini, Chimento, Miluna, Bliss e Nihama … aziende del made in Italy che offrono qualità e modelli al passo coi tempi.
Le perle sono un regalo sicuramente gradito perché rappresentano bellezza, delicatezza, purezza e sopratutto femminilità.
Posso affermare che oggi le perle si possono coniugare alle lacrime …delle donne, ma soltanto per l’emozione e la gioia che hanno nell’indossarle.

Michele Martino

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