Semplice gelosia o paranoia da gelosia?

di Dott.ssa Rachele Falcone · 30 Giugno 2019

Una persona prova gelosia nei confronti di qualcun altro quando alla base del suo sentimento c’è qualcosa che va ben oltre l’affetto; quindi, si è gelosi: quando si è innamorati; nel momento in cui non si può fare a meno dell’altro; quando l’altra persona ci manca terribilmente ogni qualvolta non sia accanto a noi; tutte le volte ci dia fastidio che qualcuno rivolge attenzioni all’altra persona che vorremmo solo per noi.

Si è gelosi sin dalla nascita, praticamente: infatti il bambino che da primogenito inizia a “condividere” la madre con un fratellino neonato, soffre la gelosia delle ridotte attenzioni da parte della mamma; l’adolescente soffre di gelosia nei primi rapporti col sesso opposto e se nel gruppo dei pari qualcuno preferisce altre amicizie alla sua; infine l’adulto sperimenta la gelosia sul luogo di lavoro, nel matrimonio, nella vita sociale in generale. Tali sfaccettature umane della gelosia sono del tutto naturali, anzi la vita sarebbe piatta e vuota senza sentimenti di questo tipo; tuttavia, esiste un limite tra gelosia “fisiologica” e gelosia possessiva.

La gelosia diventa patologica quando il geloso, seppur la persona che ama stia sempre con lui e ricambi i suoi sentimenti dimostrandogli amore e fedeltà, si tormenta e immagina pensieri, gesti o attenzioni che la persona amata potrebbe rivolgere ad altri. Tutto ciò è chiaramente solo nella testa della persona gelosa, che pensando e rimuginando amplifica sempre più la percezione di quello che lui pensa la persona amata faccia nei contesti di vita esterni alla coppia, fino ad entrare in veri e propri deliri.

In tutti i casi di gelosia ossessiva, la figura del terapeuta è fondamentale tanto per aiutare l’individuo a ristabilire un adeguato rapporto con la realtà effettiva, quanto per “salvare” la coppia (o in generale la relazione morbosa) per evitare che questa si frantumi e faccia soffrire profondamente chi subisce le scenate morbose del geloso.

Il caso che voglio portarvi ad esempio, è quello di una coppia all’interno della quale la moglie si rivolse a me chiedendomi di aiutarla perché esausta dai continui tentativi di convincere il marito della propria fedeltà. Quando i due coniugi arrivarono da me (li incontrai insieme sia la prima volta che in tutte le sedute successive), la donna mi disse che il marito era gelosissimo di un componente della famiglia col quale comunque lei aveva solo contatti saltuari e del tutto normali tra parenti. Anche se la donna costantemente rassicurava il marito e addirittura evitasse di incontrare il familiare da sola proprio per evitare liti e gelosie, non era mai abbastanza. Il marito era sempre nervoso, controllante e alla continua ricerca di spiegazioni: quando la compagna tornava a casa, le chiedeva dove fosse stata oppure le telefonava all’improvviso per sapere dove, con chi fosse, ecc. Il marito mi disse che lui si fidava della moglie, e infatti in alcuni momenti di “lucidità” si rendeva conto della sua irrazionalità ed esagerazione, ma non riusciva in alcun modo a fermarsi.

Quello che emergeva erano le rassicurazioni di lei e la costante richiesta di informazioni di lui; in pratica, se ne parlava continuamente. Io sapevo già che l’uomo non avrebbe potuto fare a meno di mettere sempre sotto interrogatorio la moglie, però potevo chiedere a lei di non colludere e soprattutto di non rispondere più alle sue provocazioni.

Bisognava interrompere almeno uno dei due coniugi nelle proprie dinamiche; ovviamente, questa prescrizione è stata data alla moglie in presenza del marito, per cui lui non doveva offendersi se lei effettivamente lo ignorasse quando iniziava a far domande a raffica. Lui doveva ricercare le possibili prove del tradimento della moglie e portarle in terapia per discuterne, ma solo prove certe e non inutili supposizioni, prove che chiaramente non trovò, andando gradualmente a modificare le sue convinzioni. La terapia è durata sette incontri, e si è conclusa con la ritrovata armonia di coppia.

 

Per qualsiasi ulteriore chiarimento e informazione potete contattarmi al 3466889000.

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Dott.ssa Rachele Falcone Psicologa e Psicoterapeuta
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